L’isola di Ischia deve tanto, tantissimo, all’imprenditore Angelo Rizzoli (1889-1970). Con una serie di investimenti mirati, la produzione di film, pubblicità e documentari di portata internazionale e favorendo l’arrivo sull’isola di VIP e artisti, l’editore milanese è stato tra i protagonisti dell’evoluzione economica e sociale dello scoglio isclano.
Erano gli anni ’50 e, da località dedita a inizio Novecento a pesca e agricoltura, Ischia diventò una delle mete turistiche più amate d’Italia. Una metamorfosi che, dopo un processo durato decenni, vide il suo completamento anche grazie all’interesse di Angelo Rizzoli, che visitò per la prima volta l’isola verde per tastare con mano la bontà di un suo investimento. Sbocciava così un amore che cambiò per sempre la storia di Ischia: questo perché Rizzoli, con i suoi potenti mezzi, puntò i riflettori su eccellenze isclane come terme, mare, tradizioni, hotel dotati di ogni comfort e locali by night.
Come Rizzoli conobbe l’isola di Ischia
Se “il Cumenda” amò Ischia e ne capì le potenzialità, favorendo un boom economico senza precedenti, il merito fu anche e soprattutto di Piero Malcovati, ginecologo milanese e grande amico della famiglia Rizzoli. Il progetto di Malcovati prevedeva la valorizzazione delle terme ischitane, all’epoca oscurate dall’incredibile strapotere della vicina Capri.
Per questo il medico lombardo convinse Rizzoli a investire 50 milioni di lire. L’imprenditore, inizialmente riottoso sull’operazione, decise di visitare di persona l’isola verde nel 1950 per controllare l’investimento. Sbarcato dal suo celebre panfilo Sereno, rimase stregato dalla bellezza dell’isola, in particolar modo da Lacco Ameno. Qui trovò condizioni favorevoli all’avvio di una serie di acquisizioni finalizzate alla realizzazione di un importante polo alberghiero di lusso.
Cinema, TV e Marketing: la ricetta di Rizzoli per Ischia
Rizzoli investì pesantemente sul brand Ischia facendo leva sui suoi canali editoriali (quotidiani e riviste) e soprattutto puntando molto sull’audiovisivo e sulla produzione di film girati sull’isola, incentivando altresì la realizzazione di documentari e servizi televisivi.
Legato al cinema è anche l’arrivo sullo scoglio isclano di star italiane e internazionali, chiamate e ospitate nelle strutture alberghiere dallo stesso Rizzoli. Grazie a paparazzi, fotografi e televisioni, questi VIP – veri e propri testimonial delle bellezze ischitane – venivano immortalati in vacanza sull’isola aumentandone l’appeal. Si ricordano in questo senso personaggi del calibro di Maria Callas, Liz Taylor, Richard Burton, Monica Vitti e Charlie Chaplin.
Film a Ischia: la macchina dei sogni di Rizzoli
Al pari di servizi radiotelevisivi nel segno di personalità illustri, fu dunque il cinema lo strumento con cui Angelo Rizzoli rese Ischia famosa nel mondo.
- L’Esordio Promozionale: I primi segnali si ebbero con il film Lacrime d’Amore del 1954. Sebbene non ufficialmente prodotto dalla Cineriz, alcune scene ischitane vennero girate sul panfilo Sereno di Rizzoli, dimostrando la presenza del suo progetto promozionale già nei primi anni ’50.
- L’Ambizioso Inizio (1956): L’esordio vero e proprio della Cineriz a Ischia avvenne nel 1956 con Suor Letizia, film con Anna Magnani, premio Oscar per La Rosa Tatuata. La presenza dell’attrice certificò le ambizioni di Rizzoli, che portò sull’isola l’attrice detentrice di uno dei riconoscimenti più prestigiosi del cinema mondiale.
- La Consacrazione Turistica (1957): A dirigere il film fu Mario Camerini, che tornò l’anno seguente per una delle opere più conosciute: Vacanze a Ischia (1957), con Vittorio De Sica, Peppino De Filippo e Nadia Gray. Il film, a episodi, si interseca con la vita balneare e mondana dell’isola, mostrando Ischia come meta irresistibile.
- Commedie e Talenti (1960-1966): Seguì Appuntamento a Ischia (1960), commedia leggera con Mina, Domenico Modugno e talenti emergenti come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Nel 1966, Ischia Operazione Amore con Peppino De Filippo e Walter Chiari offrì pura commedia all’italiana.
L’apice della strategia cinematografica di Rizzoli arrivò con film di respiro internazionale. Nel 1962, il colossal Cleopatra dedicò importanti riprese a Ischia, con la presenza di Liz Taylor e Richard Burton. La diva di Hollywood divenne simbolo di un’Ischia che negli anni ’60 si imponeva come set cinematografico di grande spessore, contribuendo significativamente al boom economico isclano dell’epoca (furono impiegate oltre cinquecento comparse locali).
Gli investimenti nella cinematografia furono la somma di una visione strategica globale: il cinema non era semplice intrattenimento, ma potente mezzo di comunicazione e marketing territoriale.
Pubblicità, giornali e riviste: la parola a Rizzoli
Parallelamente alla strategia cinematografica, Rizzoli sfruttò il suo immenso potere editoriale. Come proprietario di quotidiani e riviste – i periodici Rizzoli raggiungevano la tiratura di due milioni e mezzo di copie settimanali alla fine degli anni Cinquanta – poteva controllare la narrazione su Ischia.
Articoli, servizi fotografici e pubblicità sulle maggiori riviste italiane trasformavano continuamente Ischia in destinazione aspirazionale. Le riviste del gruppo Rizzoli dipingevano l’isola come rifugio del lusso, del benessere termale e della dolce vita italiana. Il resto lo faceva l’isola con le sue bellezze: tutte queste operazioni, senza la materia prima, sarebbero state inutili.
Gli investimenti strategici: dal Regina Isabella all’ospedale
Per capire cosa si nascondesse dietro le campagne sensazionali, dobbiamo conoscere gli investimenti concreti effettuati dall’imprenditore milanese, prevalentemente nel comune di Lacco Ameno. Tutto in soli sei anni, dal 1951 al 1957, Rizzoli operò una trasformazione urbana radicale.
- Polo Alberghiero di Lusso: Rizzoli acquistò e fuse le Terme Regina Isabella e le Terme Radium Santa Restituta in un unico complesso: l’Albergo della Regina Isabella. Questa struttura, ancora oggi dopo più di sessant’anni, rimane fiore all’occhiello dell’intera isola d’Ischia e figura tra i trenta hotel più ambiti al mondo.
- Altri Hotel: Acquisì e restaurò l’Hotel Manzi e costruì l’Hotel Reginella (dotato di un cinema interno, luogo dove Charlie Chaplin tenne la prima mondiale di Un Re a New York).
- Urbanistica: Si adoperò per il restyling completo di Piazza Santa Restituta, centro di irradiazione culturale e turistica di Lacco Ameno.
- Sanità: L’opera più importante fu la realizzazione dell’ospedale pubblico Anna Rizzoli a Lacco Ameno, inaugurato il 21 ottobre 1962 e dedicato alla moglie. Fu un’infrastruttura all’avanguardia, fondamentale per fare fronte al numero crescente di abitanti e soprattutto di turisti. Ancora oggi rimane una struttura ospedaliera indispensabile.
- Cultura: Un altro grande dono fu Villa Arbusto, dimora di Rizzoli trasformata in museo. Oggi ospita il Museo Pithecusae e il Museo Angelo Rizzoli, dove è custodita la famosa Coppa di Nestore, testimonianza della più antica scrittura alfabetica, ritrovata negli anni ’50 in terreno di proprietà Rizzoli.
I Sogni Incompiuti: Il progetto ambizioso di Rizzoli non si completò del tutto. Non vide mai la luce: un piccolo aeroporto a Campotese (Panza), l’acquisizione delle sorgenti termali di Nitrodi e Olmitello (Barano), e una funivia che collegasse Lacco Ameno al Monte Epomeo. Questi “pezzi mancanti” testimoniano di un’ambizione che andava oltre ciò che l’economia dell’epoca poteva sostenere.
Sport e folklore: veicoli di promozione culturale
Rizzoli comprese che anche lo sport e la cultura locale potevano essere mezzi di promozione territoriale.
- Sport (1952): Organizzò una celebre partita tra il Milan – fresco campione d’Italia (con Liedholm, Cesare Maldini e Schiaffino) – e una compagine locale, l’Ischiaterme. L’evento fu di portata nazionale, certificando che Ischia era degna di ospitare l’élite nazionale e anticipando il concetto moderno di sport marketing territoriale.
- Folklore (La ‘Ndrezzata): Riconobbe nella ‘Ndrezzata, il ballo tipico ischiano, un valore culturale autentico. Propose un sodalizio tra le diverse interpretazioni isolane (Fontana, Campagnano, Forio), trasformando la tradizione folcloristica in spettacolo organizzato, con scuola del Folklore e presentazioni regolari per gli ospiti degli hotel di lusso. Rizzoli capì che la cultura locale era asset turistico non meno importante delle terme e del paesaggio.
L’Eredità: trasformazione globale e connessione milanese
L’impatto delle produzioni cinematografiche, editoriali e pubblicitarie di Rizzoli fu epocale, superando i confini dell’intrattenimento. L’effetto più immediato fu l’invasione turistica, specialmente da parte di milanesi e lombardi. Grazie al controllo editoriale di Rizzoli, Ischia divenne rapidamente la meta privilegiata della classe media e intellettuale del Nord Italia, creando una duratura connessione culturale tra Milano e l’isola.
Questa clamorosa ondata turistica trasformò radicalmente la società ischitana, convertendola da un’economia basata su agricoltura e pesca a un’economia dinamica di turismo e servizi. Angelo Rizzoli, lungimirante, comprese che il futuro dell’isola risiedeva nell’attrazione di capitale globale, artisti e star. Controllando la narrazione attraverso i media e investendo in infrastrutture concrete (l’Ospedale e il Regina Isabella), diede vita al “mito Ischia”.
Sebbene Rizzoli sia morto nel 1970, la sua impronta è eterna e tangibile:
- L’Albergo della Regina Isabella rimane oggi il simbolo indiscusso del lusso mediterraneo.
- I servizi sanitari essenziali sono garantiti dall’Ospedale Anna Rizzoli.
- Villa Arbusto (sua ex residenza estiva) è oggi un museo di straordinaria importanza archeologica e culturale.
L’eredità più profonda, tuttavia, risiede in un progetto che non va dimenticato: Rizzoli dimostrò che un territorio piccolo e rurale, dotato di bellezze naturali, poteva essere trasformato in una località turistica di richiamo internazionale attraverso accurate strategie di marketing. Il “Cumenda” non solo portò Ischia nel futuro, ma la rese grande, orchestrando un boom che coincise con la rinascita dell’Italia intera.




