La flora d’Ischia: un tesoro ai limiti dell’incredibile

Ischia è famosa per i suoi paesaggi rigogliosi e anche per questo, oltre che per la presenza del caratteristico tufo, è soprannominata l’isola verde. Questa ricchezza vegetale non è casuale: le rocce vulcaniche, le diverse esposizioni solari e i microclimi (dal mare alla vetta) favoriscono ambienti estremamente diversificati. La sua natura vulcanica, i microclimi tra costa e montagna e la lunga storia agricola hanno creato un paesaggio vegetale unico, dove piante spontanee, specie rare e colture tradizionali convivono in un mosaico sempre mutevole. In pratica, un mix tra vegetazione spontanea mediterranea e ambienti speciali generati dall’attività termale e altri conseguenza di pratiche agricole lunghe millenni.

Flora d’Ischia: macchia mediterranea, boschi e sottobosco

Il quadro vegetale naturale è dominato dalla macchia mediterranea. Leccete e boschi di querce sempreverdi e olivi si alternano ai terrazzamenti coltivati a vite e ulivo. Arbusti come corbezzolo (Arbutus unedo), mirto (Myrtus communis), alloro (Laurus nobilis) e lentisco (Pistacia lentiscus) arricchiscono la macchia arbustiva, che in primavera profuma di ginestre (Spartium junceum), cisti (Cistus salvifolius, C. monspeliensis) ed eriche (Erica arborea, E. multiflora).

Il sottobosco si colora di orchidee selvatiche (tra cui Ophrys fusca, Serapias lingua e Orchis papilionacea), violette, ciclamini e anemoni, ma anche di asparagi selvatici (Asparagus acutifolius) e felci antiche come la Woodwardia radicans.

Le erbe aromaticherosmarino, origano e nepeta – sono diffuse ovunque e hanno un ruolo centrale anche in cucina. Particolarmente abbondante è l’origano del Monte Epomeo, raccolto in estate nel pieno della fioritura. Tra le erbe spontanee spicca la piperna (Thymus serpyllum), un timo selvatico ingrediente chiave del coniglio all’ischitana e utilizzato per un ottimo liquore.

In diversi ambienti rupestri si osservano Smilax aspera (la “stracciabrache”) e Phillyrea angustifolia, tipiche specie sclerofile mediterranee, mentre lungo le strade e i muretti a secco prosperano capperi (Capparis spinosa) e fichi d’India (Opuntia ficus-barbarica).

Tra i fiori spontanei dei campi si segnalano Erba medica orbicolare (Medicago orbicularis), Caprifoglio (Lonicera implexa), la studiatissima Arabetta comune (Arabidopsis thaliana), Micromeria graeca e Calendula arvensis.

campagnano

I boschi del Monte Epomeo: cuore verde dell’isola

Il Monte Epomeo è il polmone verde di Ischia. Le sue pendici sono ricoperte da castagneti, leccete e corbezzoli, legati da secoli alla vita rurale. In tempi più recenti si sono diffuse anche le pinete di pino domestico (Pinus pinea) e pino d’Aleppo (Pinus halepensis), impiantate per consolidare le coste.

Nei terreni fertili prevalgono querce, frassini, carpini e noccioli. In alcune zone ombrose, come nei pressi del Cretaio edella Pineta di Fiaiano, si trovano anche felci plurisecolari. La vegetazione montana è tra le più antiche dell’isola e custodisce specie di grande valore biogeografico come la già citata Woodwardia radicans, relitto terziario sopravvissuto alle glaciazioni.

Specie termofile e microambienti geotermici

Le peculiarità geologiche di Ischia ospitano specie rarissime e di straordinario interesse fitogeografico. Nelle zone fumaroliche cresce il Cyperus polystachyos, detto “papiro delle fumarole”. Questa pianta tropicale necessita di un microclima caldo e umido: studi recenti mostrano che in Italia si trova quasi esclusivamente a Ischia.

Il Limonium inarimense, noto come statice d’Ischia, è una rarità botanica esclusiva dell’isola e deve il nome al toponimo antico “Inarime”. È inserito nelle liste rosse come specie vulnerabile.

Tra le altre rarità figurano la Bassia saxicola, un tempo segnalata a Punta Imperatore e oggi considerata localmente estinta, e la Polypodium cambricum, che cresce nei valloni umidi insieme ad Adiantum capillus-veneris (conosciuto come Capelvenere) e Asplenium obovatum.

Le aree costiere ospitano specie alofile come finocchio di mare (Crithmum maritimum), inula (Inula crithmoides) e salicornia (Salicornia fruticosa), mentre sui litorali tufacei si trovano agavi, aloe ed elicrisi, che contribuiscono all’aspetto esotico del paesaggio costiero.

Coltivazioni storiche, siepi e rampicanti

Da millenni l’isolano pratica l’agricoltura: gli ischitani, prima di specializzarsi nel turismo e nell’accoglienza, erano principalmente contadini e (meno) pescatori. I vigneti terrazzati costituiscono la coltura simbolo: i vitigni autoctoni Biancolella, Forastera e Piedirosso danno origine ai vini Ischia DOC. Seguono ampie coltivazioni di ulivi e agrumi (limoni e aranci), insieme a frutteti di pesche, meli e melograni.

In tutta l’isola, soprattutto nei versanti di Barano e dell’Epomeo, si coltivano anche pomodori e le tipiche zucchine dette “cucuzzielli” .

Nei giardini e nelle case ischitane si intrecciano colori e profumi: bouganville dalle cascate fucsia, gelsomini, rincospermo (falso gelsomino, Trachelospermum jasminoides) e oleandro, sempreverde e resistente alla salsedine, la siepe mediterranea più diffusa lungo le coste.

Tra le specie esotiche naturalizzate si segnalano Carpobrotus edulis (il fico di mare), Mirabilis jalapa (Bella di Notte) e Tetragonia tetragonoides.

Mortella e Giardini Ravino, laboratori dell’isola verde

L’isola verde è piccolo paradiso botanico, per condizioni climatiche favorevoli e per il suo terreno fertile. Non sorprende, così, che Ischia che l’isola sia costellata di giardini privati rigogliosi, vere e proprie opere d’arte nate dalla visione di professionisti e appassionati. In mezzo a questa ricchezza, spiccano due eccellenze riconosciute a livello internazionale: i Giardini La Mortella e i Giardini Ravino. Queste due realtà, pur con identità distinte, mostrano fin dove ci si possa spingere a Ischia nel campo dell’acclimatazione:

La Mortella, voluta da Lady Walton, è un capolavoro esotico che coniuga architettura paesaggistica e flora tropicale e subtropicale, con felci arboree e ninfee giganti.

I Giardini Ravino, gestiti dalla famiglia D’Ambra, sono invece specializzati nella collezione di piante succulente e cactus di fama mondiale.

Entrambi i siti rappresentano il meglio che l’isola ha da offrire, fungendo da laboratori a cielo aperto dove, tra specie rarissime e ambiziosi progetti di acclimatazione, la passione umana e la generosità della natura vulcanica creano spettacoli vegetali unici nel Mediterraneo.

Un tesoro nei fondali d’Ischia

Il vero tesoro verde di Ischia è sommerso: le praterie di Posidonia oceanica, diffuse a Lacco Ameno e intorno al Castello Aragonese, formano un habitat vitale per la biodiversità marina e proteggono le coste dall’erosione. Monitoraggi recenti ne segnalano un ottimo stato di salute: la fioritura e il rilascio di semi (“olive di mare”) indicano un ambiente stabile e resiliente. Accanto alla Posidonia crescono boschi subacquei di Cystoseira amentacea e Padina pavonica, vere “foreste sommerse” del Golfo di Napoli.